Giuliana Rolli

Sono molti anni che decoro a terzo fuoco la porcellana. La mia passione da sempre. Gli oggetti sono svariati, sia per l’arredo che per la tavola. Avendo avuto una formazione classica, con insegnanti che impararono presso la Royal Copenaghen, ho iniziato con decorazioni che si rifacevano a quella meravigliosa tradizione nord europea. La voglia di conoscere e tentare approcci diversi, nel corso degli anni, mi ha avvicinata anche all’arte moderna. Ma non mi fermo ancora…..

Lupaceramica di Luana Minchio

Lupa è istinto animale selvatico e primordiale, schiva , si nasconde tra la natura libera e armoniosa.

Le prime tracce vengono lasciate sul finire degli anni novanta, quando in viaggio tra le isole Eolie, in un museo archeologico tra terra e fuoco, nasce il desiderio di rendere tangibili le emozioni con la creazione di qualcosa di unico.

Ha frequentato i primi corsi con il maestro Della regina Argentino, e altri, tra cui il più importante nel 2004 con il comune di Nove.

Prosegue autodidatta e grazie ad un forno artigianale costruito dal padre, realizza moltissime cotture, imparando molto dall’esperienza personale.

L’osservazione continua quasi maniacale, le ha insegnato moltissimo ed è oggi una vera gioia vedere il risultato degli splendidi smalti coloratissimi che la caratterizzano.

Adora l’azzurro perché rivive le sensazioni intense del mare, la freschezza dell’acqua, ama il giallo e l’arancio per lo sprigionarsi dell’energia, il verde intenso del bosco rifugio vivo, dove inquietudine e calma convivono.

Ed è proprio in mezzo al verde e allo splendido giardino, che vive l’anima di lupa, creando oggetti dove le piante stesse parlano di sé e della loro bellezza, svelandosi nella loro unicità.

Attualmente Lupa lavora con la tecnica Raku, con smalti ed ingobbi, i pezzi sono realizzati e colorati a mano.

Lupa è istinto animale selvatico e primordiale, schiva , si nasconde tra la natura libera e armoniosa.

Francesca Emili

Nasce a Roma ma vive e lavora a Venezia da 15 anni. Si è  avvicinata alla ceramica nel 1999 frequentando corsi a Venezia e poi appassionandosi in particolare alla ceramica Raku, con la quale realizza anche ciondoli, anelli e collane. I suoi lavori sono caratterizzati da colori solari e forme principalmente asimmetriche.

 

 

 

Ludovico Antonini

“Dipingasi su la terra bianca cioè quando avranno avuto la terra di Vicenza, vò dire con uno stil di ferro di questa sorte e questa pittura chiamasi sgraffio”

(da “I tre libri dell’arte del vasaio” Di CIPRIANO PICCOLPASSO 1556-57)

Vive e lavora a Campagna Lupia.
Dalla pesca dei “cocci” nasce la sua passione per la ceramica graffita.

Riconosce e riscopre il significato dei simboli e si riappropria degli antichi motivi della decorazione: il “nodo”, la stella a sei punte, la melagrana, gli animali, gli alberi, le teste delle “belle”, il nome delle pietanze in veneziano.

Usa lo “sgraffio” per incidere l’argilla cruda per riprodurre queste ceramiche di sapore antico che sanno risvegliare emozioni nuove.

La tecnica:
L’oggetto viene forgiato utilizzando una argilla sedimentaria di colore rosso. Le forme ricalcano quelle classiche della stoviglieria rinascimentale (boccali, scodelle piatti, ciotole, catini).

Sull’oggetto ancora crudo, viene steso un velo di argilla fluida bianca (ingobbio).

Sull’ingobbio, viene eseguito a mano libera il disegno e la decorazione di contorno utilizzando uno stilo metallico che graffiando l’argilla bianca mette allo scoperto la sottostante argilla rossa.

Una prima volta viene cotto a 980 °C (biscotto). Il biscotto viene colorato con colori (ossidi metallici) quali il verde ramina (rame), il giallo ferraccia (ferro) il bleu (cobalto) ed il viola (manganese).

Per rendere impermeabile l’oggetto, viene invetriato con vetrina piombifera incolore e cotto ancora a 950 °C.